INTAKT RECORDS – CD-REVIEWS

JÜRG WICKIHALDER - BARRY GUY - LUCAS NIGGLI
Intakt CD 277 / 2017


 

Michael Riediger, Schorndorfer Nachrichten, 30. 5. 2016

 

 

 

Rigobert Dittman, Bad Alchemy 94, April 2017

 


John Fordham, The Guardian, Thursday 13. April 2017

 

 


Pirmin Bossart, Jazz'n'More, Mai/Juni 2017, Schweiz

 

Jürg Wickihalder, Barry Guy and Lucas Niggli’s Beyondsports the sleek, gorgeous energy and occasional dark corners of a very graphic sonic landscape. The music presents the three instrumentalists as virtuoso, adventurous, equally tasked protagonists laying out deliriously brilliant performances in relatively shorter form focussed on sheer pleasure. The lyricism of “Return of Ulysses” is laced with skeins of incandescent beauty and liquefied energy that flows like a deliriously infectious Joycean energy as it melts into a breathtaking, stream-of-consciousness work of art. The coolly virtuoso performances, lit by flashes of passion, reflect the musicians’ close identification with each other’s compositions. Wickihalder’s substantially and richly atmospheric song, “The Last Breath” takes all the instruments on a series of hooks-and-ladders runs which is livened up with sumptuous colours and inner flames.

Raul da Gama (from "The Intakt Adventure Continues"), jazzdagama.com, May 1, 2017

 

Philip Clark, Jazzwise, June 2017

 

 

Thorsten Meyer, Jazzpodium, Mai 2017

 

Il free d'incontro anglo-elvetico, così com'è inteso e proposto da tale suggestiva triangolazione, non aggiungerebbe più di tanto alla personalità ormai estremamente sfaccettata del grande Barry Guy, conformando ulteriormente le figure decisamente solide e del fantasista della percussione Lucas Niggli e del solerte interprete di ance Jürg Wickihalder - de quale le note denunciano una certa sottostima mediatica.
In realtà è proprio all'arte del sassofonista che si deve ampiamente la caratterizzazione degli assortiti passaggi di Beyond, i cui mutevoli umori e tratti formali risultano fortemente determinati dalla sua esposizione solistica : cosicché, per quanti cui riuscisse nuova questa identità sassofonistica (peraltro già espressa in una serie già consistente d'incisioni, in cui non sono mancate diverse esperienze da leader) ne riuscirà apprezzabile l'investimento espressivo, svettante e fortemente ingranato alle imbastiture tratteggiate dal drumming d'agile ingegno di Lucas Niggli (già una nitida certezza tra le forze percussive d'oltralpe) per non dirsi di quanto istantaneamente plasmato dalle ferventi corde basse del maestro d'improvvisazione e strategia scenica Barry Guy.
Ampio lo spettro delle stanze formali attraversate dal trio, ma non si potrà disconoscere quanto di apparentabile vi sia al lascito delle formule in sax-trio di uno Steve Lacy, (peraltro dichiaratamente coltivato), non mancando in tal senso alternanza di dramma, straniamento, concitazione e non minime e godibili quote di humour.
La sequenza non vive comunque di spirito prettamente imitativo, e le nove tracce (in maggioranza a firma di Wickihalder) forniranno più spunti e tonica conferma alle scelte di gusto dei cultori del filone, che qui si troveranno gratificati dall'assai convincente performance dei tre sintonici solisti, che con agio danno prova di organica intesa quanto di vitale ispirazione.

Aldo Del Noce, www.jazzconvention.net, 08 Giugno 2017

 

Martin Schuster, Concerto, Juni/Juli 2017, Österreich

 

 

Paul Jaillet, Jazz Magazine, France, Août 2017

 

 

Derek Taylor, Dusted, August 15, 2017

 

Ken Waxman, Jazzword, September 18, 2017

 

Bazzurro, Musica Jazz, September 2017

 

 

Jan Strand, Jazz Journalen, Sweden, November 2017

 

Tor Hammero, Tor de Jazz, Norway, 13. Nov. 2017

 

 

Jürg Wickihalder spielte im Duo mit Irène Schweizer, wirkte im Billiger Bauer-Projekt des Omri Ziegele mit, werkte im Ulrich Gumpert Quartett. Jetzt ist auf Intakt eine sehr schöne Trio-CD des Saxofonisten mit Barry Guy am Bass und Lucas Niggli an den Fellen erschienen. Die klassische Besetzung, die Sonny Rollins schon in den 50ern präsentierte, kommt ohne Harmonieinstrument aus.  Die drei Meister halten aber die Spannung. Dichte und Energie stehen im Vordergrund. Das Meiste hat Wickihalder geschrieben, lediglich ein Stück stammt von Guy und eines vom deutschen Schlagzeuger Michael Griener. Die Tracks entwickeln Logik und verfügen über eine wunderschöne Transparenz. Dass exzellent musiziert wird, muss man bei solchen Kapazundern nicht extra betonen. Die technische Raffinesse gehört zum selbstverständlichen Handwerk, die  hervorragende Aufnahmetechnik zum Label. Die Titel schließen irgendwie einen Kreis. A New One sorgt für einen fast fröhlichen, tänzelnden Auftakt, The Last Breath am Ende wirkt wie ein schlichter, melancholischer Nachhall.
(haun), Freistil 77, Österreich

 

Jean Buzelin, CultureJazz.fr, Aug 2018

 

 

 

 

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